Che cos'è un buon testo alternativo per una foto di un prodotto?
Un buon testo alternativo descrive ciò che si vede, non che c'è qualcosa da vedere
Un buon testo alternativo per una foto di prodotto esprime in linguaggio ordinario ciò che qualcuno vedrebbe se l'immagine fosse effettivamente visibile: il tipo di prodotto, il colore, il modello e le caratteristiche eventualmente necessarie al cliente per fare una scelta. "Sneaker da donna rosso, modello Aria, con suola bianca" funziona; "foto di prodotto" o "immagine1.jpg" non funziona, perché non aggiunge alcuna informazione per chi fa acquisti con un lettore di schermo. Il testo deve essere breve e funzionale — nessun linguaggio di marketing, nessuna ripetizione di ciò che è già nel titolo del prodotto, ma l'informazione che si trova nella foto stessa e da nessun'altra parte.
Non ogni immagine ha bisogno di un testo alternativo descrittivo. Un elemento decorativo, come una foto atmosferica accanto alla vera foto del prodotto, dovrebbe ricevere un testo alternativo vuoto in modo che un lettore di schermo lo salti invece di leggerlo ad alta voce. Con più foto dello stesso prodotto — vista frontale, posteriore e dettagli — è utile indicare per ogni foto cosa è diverso, invece di ripetere lo stesso testo. Una scansione automatica può determinare se un'immagine ha un attributo alt, ma non se il contenuto è corretto o utile; questo rimane qualcosa che può essere valutato solo leggendo il testo accanto alla visualizzazione della foto, e questo è indicato come limitazione in ogni rapporto di scansione.
Da dove deriva questo: WCAG 2.1, criterio 1.1.1
Questo requisito deriva dal criterio 1.1.1 (Non-text Content) di WCAG 2.1, il criterio di livello AA che nella pratica corrisponde a EN 301 549 ed è vincolante in tutti gli Stati membri dell'UE dal 28 giugno 2025. Il criterio prevede che il contenuto non testuale abbia un'alternativa testuale che serva lo stesso scopo — per una foto di prodotto quindi un testo che fornisce al cliente le stesse informazioni di acquisto dell'immagine.
Su cosa si basa
- WCAG 2.1 (W3C) — quello che EN 301 549 significa nella pratica
- ACM — Accessibilità dei negozi online, ricerca quantitativa e qualitativa (Motivaction, marzo 2026)
Il regolamento stesso si trova su EUR-Lex. Facciamo riferimento per ogni affermazione; non dovete crederci sulla parola.
Cosa deve fare concretamente
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